Heleno de Freitas


O craque maldito


Heleno de Freitas (S. J. Nepomuceno, 12 febbraio 1920 - Barbacena, 8 novembre 1959) | Leggenda
Profilo | L'uomo nel pallom

Era un centromediano piuttosto energico, duro nei contrasti, di carattere irascibile e ingovernabile. Fu Carlos Carlomagno, allenatore uruguayano del Fluminense, a spostarlo più avanti, trasformandolo in attaccante. Andò poi al Botafogo (il club in cui era cresciuto), segnò raffiche di gol, divenne una leggenda: Heleno de Freitas, colui che una volta entrò nella porta del Flamengo con la palla appoggiata sul petto. Aveva "l’aspetto da gitano, faccia da Rodolfo Valentino ed un humour da cane rabbioso. Sul campo si illuminava. Una notte perse tutto il suo denaro al casinò. Un’altra notte perse, non si sa bene dove, tutta la sua voglia di vivere. E nell’ultima notte morì, delirando, in un ospizio" (Eduardo Galeano). Heleno si spense l’8 novembre del 1959 a Barbacena, nello stato di Minas Gerais.